Venezuela: i nuovi rapporti con Israele e le figure genocidarie “israeliane” che umiliano la tradizione antisionista del popolo venezuelano

Tratto da “Resumen LatinoAmericano del 13 agosto 2026

Venez sionistu

A cura di: FG

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Si è parlato molto della crescente e palese ingerenza dell’entità sionista in Venezuela, un fatto che colpisce non solo per tutto ciò che questa penetrazione, che coinvolge diversi paesi del continente, significa, ma anche perché bisogna ricordare i forti legami che il popolo chavista venezuelano ha stretto, durante il mandato del comandante Hugo Chávez e del legittimo presidente Nicolás Maduro, con il popolo palestinese, martirizzato proprio da alcuni di questi militari che hanno recentemente visitato Caracas e sono stati ricevuti dal governo con tutti gli onori.

Basti ricordare l’indignazione con cui Chávez si espresse in diverse occasioni per condannare “Israele” (“Maledetto sia lo Stato di Israele”, dichiarò in una frase diventata celebre) e le parole simili pronunciate da Nicolás Maduro o, ancora, l’incrollabile sostegno alla lotta del popolo palestinese dimostrato dai precedenti ministri degli Esteri venezuelani. Per questo motivo, i gruppi di solidarietà con la Palestina, sia in Venezuela che all’estero, riconoscono la gravità di queste “nuove relazioni” del governo venezuelano col criminale Netanyahu. Quando i sionisti entrano e si insediano in un Paese, lo fanno unicamente con l’obiettivo di dominarlo e influenzarne tutte le politiche, che coincidono con quelle del loro principale alleato, il governo degli Stati Uniti. Pertanto, coloro che difendono i principi della Rivoluzione Bolivariana-principi assolutamente antimperialisti, anticapitalisti e antisionisti-hanno iniziato a denunciare le interferenze e gli interventi sionisti in Venezuela prima che queste relazioni immorali si normalizzino definitivamente e producano danni irreversibili per il popolo venezuelano.

Chi sono gli interventisti sionisti?

Faremo, in questo articolo, i nomi dei principali protagonisti israeliani che sono stati ben accolti dall’amministrazione della Presidente Delcy Rodríguez nel Venezuela post-terremoto, ricordando che la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha elogiato la missione israeliana, definendola “altamente preparata e professionale”.  Il devastante e doppio terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno scorso ha avuto importanti ripercussioni sulla politica estera e sugli equilibri geopolitici del Paese. Pochi giorni dopo il disastro, è arrivata una missione diplomatico-militare da Israele. Occorre ricordare, mentre ragioniamo su questa fase presente, come l’ex presidente Hugo Chávez interruppe le relazioni con Tel Aviv nel 2009. Sia Chavez che il suo successore, Nicolás Maduro, erano fermi sostenitori della causa palestinese e criticarono ripetutamente Israele per l’occupazione coloniale, i crimini di guerra e il genocidio condotto contro il popolo di Gaza.

Non facendo seguito a questa linea politica ed etica di carattere antimperialista, la presidente Delcy Rodríguez ha tenuto due incontri pubblici con il “team” israeliano, che comprendeva diversi ufficiali delle Forze di Difesa Israeliane, elogiandone il “grande addestramento militare e la professionalità”, ringraziandoli, infine, per il loro lavoro in Venezuela.

Occorre rimarcare come Tel Aviv si stia apprestando a svolgere un ruolo significativo, al fianco di Washington, nella pianificazione della ricostruzione venezuelana post-terremoto e, anche a partire da ciò, segnalare come il ripristino formale delle relazioni diplomatiche tra Venezuela e Israele sembri imminente. Alla luce di questo epocale cambiamento geopolitico, rendiamo noti i nomi dei principali funzionari statali, militari e delle Ong che guidano l’infiltrazione sionista in Venezuela.

Funzionari statali-militari israeliani in Venezuela

Il generale di brigata Elad Edri è stata una delle figure più importanti della missione israeliana in Venezuela. In un incontro tenutosi il 7 luglio con la presidente Delcy Rodríguez, Elad Edri ha presentato alla Delcy Rodriguez un documento dal titolo “Progetto per la ricostruzione futura”.

Secondo quanto è stato riferito riferito, Edri, capo di stato maggiore del Comando del Fronte Interno delle Forze di Difesa Israeliane, ha guidato le ispezioni delle strutture danneggiate, fornito indicazioni sulla rimozione delle macerie e infine ottenuto una proroga del dispiegamento israeliano. In altre fasi aveva partecipato a missioni dell’esercito israeliano nei territori del Nepal colpiti dal terremoto del 2025, nei territori del Messico colpiti dal terremoto del 2016 e tra le rovine del Champlain Towers South in Florida, nel 2021.

Durante la sua carriera militare, Edri ha partecipato alla fallita invasione israeliana del Libano (2006), nonché a numerose operazioni di “pulizia etnica” nella Striscia di Gaza, tra cui “Piombo Fuso” (2008-2009) e “Margine Protettivo” (2014), in cui Tel Aviv impiegò contro il popolo palestinese di Gaza la sua famigerata linea militare che prevedeva il bombardamento di massa di centri urbani densamente popolati. Il Comandante Hugo Chávez denunciò allora, pubblicamente, “Piombo Fuso” come genocidio e interruppe (2009) le relazioni diplomatiche con Israele.

Nel 2015, Edri è entrato a far parte del Comando del Fronte Interno delle Forze di Difesa Israeliane che, pur presentandosi come un’unità di difesa civile, hanno svolto un importante ruolo nella pulizia etnica dei palestinesi nella Cisgiordania occupata, nonché nella protezione degli insediamenti e nella prosecuzione delle guerre genocidarie a Gaza e in Libano.

Edri ha anche assunto il comando della Brigata di Soccorso e addestramento del Comando del fronte interno. Questa unità è penetrata a Gaza nel 2024 e, secondo quanto è stato ampiamente riferito, ha partecipato ad operazioni di combattimento contro obiettivi civili. In quest’ultima fase il generale di brigata ha guidato i preparativi per la guerra israelo-americana contro l’Iran, iniziata nel febbraio 2026.

Altro militare in Venezuela: Roni Kaplan, il quale è nato in Uruguay nel 1982 e si è trasferito in Israele nel 2003. Dopo aver completato il servizio militare obbligatorio, ha lavorato principalmente come portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, soprattutto per i media in lingua spagnola.  Kaplan è anche il fondatore di Footprints of Heaven e Israel Connection, due organizzazioni che si dedicano a promuovere i legami tra Israele e l’America Latina attraverso viaggi di studio e pellegrinaggi a Gerusalemme occupata.

Kaplan è stato uno dei portavoce più in vista della delegazione in Venezuela. Sempre in uniforme, Kaplan e il suo “team” avrebbero fornito   alle autorità venezuelane un pannello di controllo per classificare gli edifici danneggiati a La Guaira. In un’intervista alla rete televisiva privata Venevisión, Kaplan ha dichiarato che  la missione israeliana era arrivata per “dare speranza e fornire aiuto al popolo venezuelano”.

Dietro la propria facciata umanitaria, Kaplan ha trascorso anni a diffondere la propaganda “goebbelsiana” di Tel Aviv, ad accusare Hamas di utilizzare i palestinesi come “scudi umani”, a tentare di dimostrare che i bombardamenti israeliani sono stati sempre “preventivi e precisi nel colpire gli obiettivi militari”. Nonostante le prove schiaccianti, Kaplan ha sempre e risolutamente negato che Israele abbia commesso un genocidio, a Gaza, negando anche il fatto che l’esercito israeliano abbia prodotto quella terribile ed evidente carestia che fa soffrire e uccide il popolo palestinese.

Nel maggio 2026, una coalizione di movimenti sociali uruguaiani ha presentato una denuncia contro l’ufficiale delle Forze di Difesa Israeliane, accusando Kaplan di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. I denuncianti chiesero alle Autorità uruguaiane di indagare sulle responsabilità di Kaplan.

Yoed Magen è un diplomatico di carriera che ha trascorso parte della sua giovinezza in Venezuela, è stato il primo funzionario ad annunciare la missione israeliana nel Paese sudamericano, citando contatti con alti funzionari del governo venezuelano. La delegazione diplomatico-militare israeliana, giunta in Venezuela il 1° luglio 2026, è stata ricevuta da Félix Plasencia, che in seguito è stato nominato Ministro degli Esteri del Venezuela.

Magen è stato recentemente nominato ambasciatore di Israele in Messico, dopo aver ricoperto incarichi a Panama, Colombia, Uruguay e Paraguay. Ha inoltre svolto il ruolo di consigliere politico delle Forze di Difesa Israeliane.

In interviste e articoli apparsi sulla stampa venezuelana e internazionale, pubblicati anche sul principale quotidiano privato venezuelano, “El Nacional”, Magen si è apertamente schierato a favore del genocidio perpetrato da Stati Uniti e Israele contro il popolo palestinese.  Magen ha affermato che gli attacchi militari israeliani contro il popolo palestinese, siano stati “una punizione collettiva”, dichiarando inoltre che i palestinesi dovrebbero ancor di più “soffrire” per il loro sostegno ad Hamas. Ha voluto “chiarire” che “Israele lancia solo attacchi mirati contro Hamas”, mentre è sotto gli occhi del mondo come gli attacchi siamo spesso contro le popolazioni civili palestinesi; Magen ha anche condotto personalmente una vasta campagna diffamatoria contro Hamas e contro i combattenti palestinesi, accusando il movimento di resistenza anticoloniale di stupri di massa e di aver dato fuoco alle case dei coloni, nella giornata del 7 ottobre.  Più recentemente Magen, ha appoggiato le due guerre congiunte tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, definendole “operazioni preventive” e “azioni contro minacce esistenziali”.

Agenti paramilitari

Il generale di brigata (in pensione) e appaltatore di armamenti Yossi Pinto ha partecipato il 21 luglio ad un incontro con la presidente Rodríguez per commemorare la fine della missione israeliana in Venezuela a seguito del terremoto. Secondo quanto riferito, ha presentato un “sistema” per aiutare le autorità venezuelane a valutare le migliaia di strutture danneggiate dal sisma.

Ufficiale di carriera delle Forze di Difesa Israeliane, Pinto ha partecipato a numerose guerre e missioni di occupazione israeliane, tra cui la fallita invasione del Libano del 2006, all’Operazione Piombo Fuso (2008-2009) e all’Operazione Margine Protettivo (2014) a Gaza. Gli gravano sulle spalle atti riconosciuti come di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani.

I soldati del battaglione Duchifat  e della brigata Kfir, comandati da Pinto, furono sorpresi a picchiare e maltrattare prigionieri palestinesi e a filmare queste torture (2008) con i propri telefonini. Entrambe le unità sono state accusate di uccisioni illegali e torture diffuse. Successivamente, come capo della brigata Binyamin in Cisgiordania, Pinto ha partecipato a tentativi   di espulsione dei palestinesi dalle loro terre, uccidendo e mutilando decine di bambini (2014). Tra il 2018 e il 2020, ha comandato la Brigata di Ricerca e Soccorso delle Forze di Difesa Israeliane. Dopo il pensionamento, Pinto ha assunto anche la posizione di “direttore delle manovre terrestri” presso Rafael, uno dei maggiori produttori di armi israeliane e uno dei principali fornitori di sistemi di combattimento per il genocidio in corso a Gaza e in Libano.

Il rabbino ortodosso Yosef Garmon è arrivato in Venezuela alla guida di una delegazione dell’Ong Zaka. Garmon parla fluentemente spagnolo ed è stato un importante portavoce sionista e organizzatore religioso in tutta l’America Latina. Come riservista delle Forze di Difesa Israeliane, ha prestato servizio in diverse guerre israeliane, a Gaza, in Libano e in Siria, e si è arruolato nuovamente nell’esercito dopo l’inizio dell’ultima operazione israeliana nell’ottobre 2023.

In qualità di presidente della cosiddetta “Coalizione Umanitaria”, Garmon ha vigorosamente promosso la propaganda israeliana presso il pubblico latinoamericano. In Venezuela, ha unito le organizzazioni studentesche di destra e di sinistra per fornire aiuti alle comunità colpite. L’organizzazione di Garmon si è impegnata a mantenere una presenza a lungo termine nel Paese caraibico, andando oltre gli interventi di soccorso immediati.

Nelle sue apparizioni sui media, il rabbino ortodosso ha anche minimizzato gli olocausti coloniali in corso perpetrati da Tel Aviv e Washington, incolpando Hezbollah e Hamas per le numerose vittime civili causate, invece, dai bombardamenti delle Forze di Difesa Israeliane. Ha inoltre recisamente negato la responsabilità di Israele per la diffusa carestia a Gaza e ha ripetuto la menzogna “degli stupri di massa di Hamas” per giustificare le atrocità israeliane già avvenute e in corso. Garmon ha negato che Israele stia commettendo un genocidio e ha presentato le guerre sioniste come una lotta al servizio dell'”umanità” e contro la “barbarie”.

Ong sioniste

Zaka è un’organizzazione di volontariato israeliana fondata nel 1995, nota principalmente per le sue operazioni di risposta alle emergenze e di ricerca e salvataggio. Pur presentandosi come una Ong indipendente, opera come un’estensione civile dei servizi di emergenza israeliani, collaborando direttamente con la polizia, l’esercito e il governo.

Zaka è un gruppo religioso ultraortodosso composto esclusivamente da uomini, senza alcuna formazione medica, ma che è intervenuto a livello internazionale in seguito a disastri naturali come i terremoti in Turchia nel 2023 e le gravi alluvioni in Texas nel 2025. Dopo il terremoto in Venezuela nel 2026, un team guidato dal rabbino Yosef Garmon (vedi sopra) avrebbe fornito assistenza medica alle famiglie colpite a La Guaira.

Inoltre, Zaka ha a lungo funzionato, fingendosi canale “umanitario”, per la disinformazione israeliana. Uno dei suoi membri, Yossi Landau, è stata una delle principali fonti delle notizie false riguardanti  neonati decapitati  e  violenze sessuali  “avvenute” durante l’operazione ad Al-Aqsa il 7 ottobre 2023. Zaka non ha inoltre esitato a sfruttare questi inganni per lucrose opportunità di raccolta fondi. Nonostante affermi che il suo obiettivo sia “salvare e onorare vite umane”, Zaka ha plaudito alle operazioni militari israeliane contro il popolo di Gaza, compresi gli attacchi agli ospedali.

IsraAID, la principale Ong “umanitaria” israeliana, svolge un ruolo fondamentale nelle iniziative di influenza culturale volte a migliorare l’immagine internazionale di Tel Aviv. È intervenuta in numerose  calamità  in tutto il mondo, tra cui quelle in Giappone, Kenya e Porto Rico.

In seguito al doppio terremoto in Venezuela, IsraAID ha inviato una squadra dalla vicina Colombia che, secondo quanto riferito, ha consegnato aiuti umanitari alle comunità colpite a La Guaira.

In stretto coordinamento con le forze di occupazione israeliane, IsraAID è entrata nella Striscia di Gaza all’inizio del 2024, nel contesto degli sforzi per estromettere l’Unrwa (l’Agenza delle Nazioni Unite per il supporto sanitario ai rifugiati palestinesi) e le autorità locali dai loro compiti, sottoponendo milioni di palestinesi al “sistema di fame” causato dall’esercito sionista.

L’organizzazione no-profit SmartAID   e l’azienda privata Magen hanno unito le forze per inviare una squadra di ricerca e soccorso in Venezuela dopo il doppio terremoto del 24 giugno.

Fondata da  Shachar Zahavi  , ex co-fondatore di IsraAID, SmartAID si presenta come un’organizzazione che integra la tecnologia negli aiuti umanitari, includendo pannelli solari, sistemi di purificazione dell’acqua e altre soluzioni di soccorso. Sottolineando i suoi obiettivi filantropici, SmartAID ha inviato squadre sul campo in seguito al terremoto del 2023 in Turchia e a quello del 2021 ad Haiti.

Allo stesso tempo, SmartAID è entrata a Gaza al fianco delle forze di occupazione israeliane, allestendo rifugi e distribuendo cibo nell’ambito dell’azione militare-politica generale di Israele diretta a sfollare le autorità palestinesi e l’Unrwa da Gaza. Cioè: SmartAID  distribuiva tende e cibo a Gaza durante la campagna di sterminio israeliana: gesti “umanitari” che coprivano gli orrori sionisti.

Magen, fondata dal colonnello delle Forze di Difesa Israeliane Eran Magen, è strettamente legata all’esercito israeliano ed è il principale fornitore di formazioni sulla gestione delle emergenze per il governo israeliano, le forze armate e le organizzazioni civili. Il colonnello Magen ha guidato l’Unità di Ricerca e Soccorso del Comando del Fronte Interno delle IDF durante la guerra del Libano del 2006.

Anche World Central Kitchen  (Wck) era presente in Venezuela, dove ha distribuito pasti alle famiglie sfollate, ai soccorritori e ai volontari nei giorni successivi al terremoto. Wck è stata fondata dopo il terremoto di Haiti del 2010. Con sede negli Stati Uniti e stretti legami con le autorità statunitensi, ha svolto un ruolo determinante nel raggiungimento degli obiettivi di politica estera degli Stati Uniti in luoghi come Gaza e l’Ucraina.

L’organizzazione è finita sotto esame dopo aver collaborato con le forze di occupazione israeliane “volti a fornire aiuti a Gaza” all’inizio del 2024, mentre Israele bloccava gli sforzi umanitari di altre organizzazioni, in particolare l’Unrwa. L’arrivo della Wck è stato sponsorizzato dagli Emirati Arabi Uniti e annunciato dal ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, che, insieme a Netanyahu, è accusato   dalla Corte penale internazionale di crimini di guerra e di aver indotto la carestia come metodo di guerra.

Mentre attaccava le flottiglie che trasportavano aiuti vitali a Gaza, Israele  coordinava attivamente  gli sforzi della Wck. I rapporti si sono incrinati nell’aprile del 2024, quando le forze israeliane bombardarono un convoglio della Wck, uccidendo sette operatori.

Il fondatore dell’organizzazione, il rinomato chef ispano-americano José Andrés, ha costantemente ripreso la narrativa israeliana dell’ “autodifesa” e  ha criticato duramente  il governo spagnolo per aver definito le azioni israeliane “genocidio”. L’attacco al convoglio della Wck ha spinto Andrés a mettere in discussione le operazioni israeliane.

Note sparse relative al nuovo rapporto Venezuela-Israele

Il noto scrittore e analista di politica internazionale Vijay Prashad ha scritto su X: “Il generale di brigata Elad Edri ha presentato alla presidente venezuelana Delcy Rodríguez il “Progetto per la ricostruzione del futuro”. Si tratta dello stesso uomo coinvolto nell’Operazione “Piombo Fuso” del 2009 contro i palestinesi. Fu proprio quell’operazione a indurre il presidente Hugo Chávez a rompere i rapporti con Israele e a condannarne le sue politiche come genocidarie. Chávez aveva dichiarato a Le Figaro: “Cos’era quello, se non un genocidio? … Gli israeliani cercavano una scusa per sterminare i palestinesi”. L’invio di Edri a Caracas è stata una mossa deliberata per rinfacciare ai chavisti la denuncia del genocidio”.

Note ufficiali tra Venezuela e Israele

Il Venezuela proseguirà la “cooperazione tecnica” con Israele e riattiverà i servizi consolari.

Ha affermato, in seguito al riavvicinamento tra Venezuela Israele, il Movimento venezuelano di solidarietà con la Palestina: “ Il riavvicinamento di Rodríguez a Tel Aviv rappresenta una rottura significativa con lo straordinario impegno di Chávez e Maduro per la liberazione palestinese”.

Caracas, 11 agosto, dichiarazione del Ministro degli Esteri del Venezuela: “Il rabbino ortodosso Isaac Cohen ha contribuito a organizzare il dispiegamento di una missione diplomatica e militare israeliana in seguito ai terremoti del 24 giugno. Il governo venezuelano, guidato dalla presidente Delcy Rodríguez, sta spingendo per la normalizzazione diplomatica con Israele dopo 17 anni di relazioni interrotte. I ministeri degli Esteri di Venezuela e Israele hanno annunciato che, a seguito di “colloqui di alto livello”, entrambi i paesi continueranno la “cooperazione tecnica bilaterale” nell’ambito degli “sforzi di recupero” relativi al doppio terremoto del 24 giugno nella nazione caraibica. I due Paesi hanno inoltre concordato di istituire un meccanismo di coordinamento per fornire servizi consolari ai propri cittadini residenti nell’altro Paese. Caracas ha inoltre sottolineato che i legami tra Israele e la comunità ebraica venezuelana “costituiscono un importante e storico ponte di amicizia tra i due Paesi”.

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha definito la ripresa delle relazioni consolari una “buona notizia”. Ha aggiunto che la decisione è stata raggiunta durante i “colloqui” con il suo omologo venezuelano, Félix Plasencia, creando così “un canale di coordinamento ufficiale” per la prima volta dal 2009.

L’annuncio è giunto dopo un incontro tenutosi domenica tra Plasencia e il rabbino ortodosso Isaac Cohen, nel quale quest’ultimo ha formalmente richiesto al Venezuela di ripristinare le relazioni diplomatiche con Israele.

Secondo il Ministero degli Esteri, Cohen ha consegnato una lettera indirizzata alla presidente Delcy Rodríguez, sostenendo che la normalizzazione delle relazioni con Tel Aviv è necessaria per “soddisfare le esigenze della comunità ebraica” in Venezuela.

Il massimo diplomatico venezuelano ha ringraziato Cohen, a nome del governo Rodríguez e del popolo venezuelano, per l'”assistenza” israeliana in seguito al doppio terremoto del 24 giugno.

La missione israeliana ha scatenato proteste crescenti, con i movimenti popolari venezuelani che hanno ribadito il loro sostegno alla Palestina, condannato il genocidio a Gaza e in Libano e bruciato bandiere israeliane.

In seguito alla recente decisione di rafforzare i legami con Tel Aviv, il Movimento venezuelano di solidarietà con la Palestina, Al Awda, ha rilasciato una dichiarazione in cui respinge la “normalizzazione dei rapporti con lo Stato genocida di Israele”: «Respingiamo l’uso della retorica della ‘cooperazione’ per coprire la barbarie e l’apartheid. La diplomazia non può essere usata per insabbiare crimini contro l’umanità», si legge nel testo.

Analogamente, la Piattaforma internazionale di solidarietà con la causa palestinese ha sostenuto come sia “inaccettabile e ingiustificabile rafforzare le relazioni con un governo formalmente accusato di genocidio”. Proseguendo: “Avvertiamo che ristabilire i legami con Israele equivale a legittimare i suoi crimini, in Palestina e nel resto del mondo, e a rendersi complici di fronte alla storia”.

L’ex presidente Hugo Chávez interruppe le relazioni con Israele nel 2009, condannando fermamente l’alleato degli Stati Uniti per il genocidio e dimostrando un sostegno incrollabile alla causa palestinese. Maduro ha mantenuto questa posizione e ha appoggiato l’attivazione, da parte del Sudafrica, della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio contro Israele dinanzi alla Corte internazionale di giustizia (CIG) nel 2024.

In seguito agli attacchi militari statunitensi del 3 gennaio e al rapimento di Maduro, Rodríguez ha accelerato il riavvicinamento diplomatico con Washington, accompagnandolo a un più ampio e radicale cambiamento nell’assetto geopolitico di Caracas.

Oltre a riprendere il dialogo con Israele, il governo venezuelano sta anche ristabilendo i legami con gli alleati di estrema destra degli Stati Uniti in America Latina, come Cile, Perù e Repubblica Dominicana.

(Resumen LatinoAmericano, 13 agosto 2026).

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