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Ammar Hamadneh è un architetto palestinese; vive in Italia da 36 anni, dove si è laureato, è cittadino italiano ed è il punto di riferimento, sempre in prima linea, non solo per la comunità palestinese, ma anche per tutti coloro che lottano per la causa del popolo palestinese.
Lo abbiamo intervistato, per Cavallo di Fuoco, durante la Festa del Partito Comunista di Unità Popolare svoltasi a Castelferretti (Ancona) in questo settembre 2026.
D Hammar, tu non ti risparmi nel continuare la lotta per i fratelli palestinesi, cercando di mantenere vivo l’interesse che in tutto il mondo, specie tra i giovani, ha mobilitato milioni di persone.
R La lotta non può fermarsi perché il genocidio è ancora in corso e il diritto internazionale non ha fermato, né ha sanzionato, Israele e, fuori di Israele, si dibatte ancora sul termine genocidio, se questo termine sia corretto: ma l’uccisione, a Gaza, di 25.000 bambini e di circa 80mila palestinesi non è un genocidio? È una questione di numeri? Dobbiamo aspettare che l’intero popolo palestinese venga assassinato per parlare di genocidio? Chi, giocando in modo macabro con le parole, non vuole ancora parlare di genocidio del popolo palestinese, sta genuflettendosi all’ordine occidentale, colonialista, imperialista e sionista e sta perdendo il senso dell’umanità.
Ancora l’informazione mainstream parla di autodifesa dello Stato ebraico, ma Israele è uno Stato illegittimo, una creazione dell’occidente che ha usurpato la terra allo stato di Palestina. Quando in Europa gli ebrei venivano perseguitati, deportati e uccisi, la Palestina li accolse. Ma la risposta a questa accoglienza è stata un assassinio di massa, da parte di Israele, contro il nostro popolo, che dura ormai da lunghissimo tempo.
Israele non è degno di essere uno Stato, perché pratica un terrorismo indisturbato dai tempi della sua illegittima creazione, dal 1948, e nessuno ricorda, né parla, di interi territori, villaggi e città distrutti, usurpati, rubati ai palestinesi.
I palestinesi hanno due oggetti simbolo: le chiavi di casa e l’ulivo, perché i coloni sionisti cacciarono con le armi, da subito, dalla terra di Palestina, tantissime famiglie palestinesi che erano legittime proprietarie delle loro case e delle loro terre coltivate.
Bisogna fare informazione e formazione per raccontare la verità della Storia, perché in tanti hanno, sì, manifestato contro la distruzione, per il massacro della popolazione, per lo sterminio feroce dei bambini, per un genocidio in diretta perpetrato per 80 anni, che ancora non si ferma, ma molti non conoscono tutta la Storia che abbiamo vissuto: le persecuzioni dello Stato sionista perpetrate ogni giorno, ogni giorno per tutta l’ormai lunga storia dell’occupazione sionista, creando distruzione, fiumi di profughi costretti ad abbandonare casa, famiglia, amici e patria; generazioni nate e cresciute in guerra. Io sono uno di quelli costretti a scappare per evitare il carcere. Ho i segni dei colpi lasciatimi dai soldati sionisti, sulle braccia. Il governo di Israele aveva dato ordine ai propri soldati, quando ero ragazzo, di “spaccare le ossa” ai palestinesi. Mi presero, i soldati sionisti, quando ero molto giovane, e mi chiesero se preferivo che mi venisse spaccato un arto o un dito della mano. Scelsi che mi spaccassero un dito. Mia madre mi chiese, allora, implorandomi, di andarmene dalla Palestina, o sarei stato ucciso. E venni in Italia. Ma la mia lotta continua. Non posso dimenticare, abbandonare il mio popolo.
D Il movimento di popolo, in tutto il mondo non ha, infine, influenzato la diplomazia, non ha portato i frutti sperati: cosa pensi della comunità internazionale?
R I movimenti di massa che sono scesi in campo, in tanta parte del mondo, a fianco del nostro popolo sono un segnale forte, che indica come i popoli, i giovani, non siano sulla stessa lunghezza d’onda dei loro governi, dei governi a noi ostili o subalterni a Tel Aviv e a Washington. Tuttavia, non è più il tempo della diplomazia, molti governi sono complici del genocidio, come quello italiano che fornisce le armi per uccidere i bambini palestinesi, mentre i codardi governi arabi non fanno entrare gli aiuti umanitari, vedi l’Egitto. Israele, per quello che ha perpetrato indisturbato per 80 anni, non va più legittimato, personaggi come Noah, David Grossman, Anna Foa, che parlano di dialogo, legittimano uno stato usurpatore e legittimano la barbara e subalterna linea politica dei “due stati e due popoli”.
D In Italia si vuole fare una legge contro l’anti-semitismo: tu cosa ne pensi?
R Io sono semita e combatto l’antisemitismo, ma in Italia esiste già la legge Mancino n°205 del 1993, che punisce l’odio, la violenza e la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi; il problema è che si confonde l’anti-semitismo con l’anti-sionismo, anzi il sionismo è nemico delle popolazioni semite ed è il principio ispiratore di Israele, che dovrebbe essere chiamato stato sionista, non ebraico.
Gli stessi coloni, che continuano con inaudita violenza ad usurpare i territori e le case dei palestinesi, sono sionisti. I sionisti di oggi si servono dell’Olocausto e disonorano la memoria di coloro che furono perseguitati, deportati e trucidati.
Anche su questo va fatta contro-informazione, rispetto alla narrazione sionista, abbracciata anche dalla stampa e dai politici italiani. Il sionismo è il male assoluto, tutti i governi israeliani sono stati sionisti, razzisti ed imperialisti. Leader come Ben Gurion, nato polacco, Golda Meir, nata ucraina, Menachem Begin, nato bielorusso, hanno cambiato il nome originario perché non era ebraico, erano atei, ma parlavano del volere di Dio e del popolo eletto per giustificare il loro espansionismo; imperialisti come Netanyahu e il suo governo sono un pericolo per il mondo, per l’intera pace mondiale, non solo per il popolo palestinese, perché Israele ha anche interessi economici immensi, nella sua guerra contro di noi, e nei territori palestinesi vi sono importanti giacimenti di gas. Oltretutto: con lo scandalo Epstein, Netanyahu ha messo sotto, evidentissimo, ricatto Trump e molti politici del mondo occidentale.
D È vero: la prezzolata stampa italiana mistifica le notizie alterando anche il linguaggio: i coloni vengono chiamati escursionisti, l’espansionismo è chiamato autodifesa dalle minacce terroristiche, mentre poi Israele controlla le vitali quote acquifere palestinesi, facendo propria la sicurezza idrica del Monte Ebron, del lago di Tiberiade e del fiume Giordano…
R Si, esatto, ed è una vergogna! Ci hanno espropriato tutto, senza che nessuno avesse mai sanzionato Israele! L’Italia è il terzo Paese che fornisce armi ad Israele, non solo armi all’Ucraina, sottraendo soldi pubblici alla scuola e alla sanità; ma non basta: l’Italia, con l’Eni, estrae, tramite il dannoso fracking, il gas davanti a Gaza. Inoltre, non si parla di quanto vengano disprezzate le comunità cristiane in Israele e l’Italia ha una politica unilaterale: per il governo italiano i palestinesi sono persone senza valore, mentre con gli ucraini è stato magnanimo ed ha sanzionato la Russia che, come conseguenza, ha impoverito le imprese e le famiglie italiane; il governo italiano ha votato le sanzioni all’Iran e si è astenuto rispetto alla revisione delle sanzioni commerciali contro il popolo cubano. Io sono anche italiano e critico questo governo.
D Tony Blair, l’ex premier britannico inviato dal Board of the Peace di Donald Trump, avrebbe chiesto all’Autorità Palestinese di cancellare la parola Palestina dai libri di testo, sostituendola con Samaria. Un uomo macchiato di sangue dell’aggressione all’Iraq, chiamato ancora una volta a far danni nel mondo e contro i popoli del mondo…
R La proposta Blair significa cancellare la sovranità nazionale palestinese, ma soprattutto la Storia di un paese democratico, laico, pacifico ed evoluto, che non aveva partecipato alla seconda guerra mondiale, ma anche cancellare il sacrificio di 382 bambini torturati, picchiati e violentati oggi nelle carceri israeliane; significa cancellare l’uccisione delle donne incinte; significa dimenticare le 2.776 famiglie di Gaza che non ci sono più, significa cancellare il martirio di tanti palestinesi, di cui non sono stati restituiti i corpi, perché hanno foraggiato la più grande banca della pelle umana del mondo con sede in Israele.
D Netanyahu è ora incolpato, in Israele, di aver saputo dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e di non aver reagito conseguentemente. In Italia, e altrove, aree (anche di sinistra) traggono da questa “ambiguità” di Netanyahu il fatto che vi sarebbe stato un accordo tra Netanyahu e Hamas…
R Si, è molto probabile che Netanyahu fosse stato informato dai servizi segreti dell’attacco di Hamas e abbia scelto di non intervenire immediatamente. Con quali scopi? Primo: gli stessi servizi segreti pensavano ad un attacco di ben minori proporzioni, da parte di Hamas. Secondo: l’attacco sarebbe servito a Netanyahu per scatenare l’orrore di Gaza e la soluzione finale per il popolo palestinese. Dunque, Netanyahu ha pensato che sarebbe valsa la pena subire un modesto attacco che avrebbe permesso il genocidio di Gaza e la pratica della soluzione finale per il popolo palestinese. L’attacco di Hamas ha provocato molti morti, tra le file dei soldati israeliani. Ma noi dobbiamo ricordare che, tra i tanti orrori dei governi sionisti succedutisi a Tel Aviv, vi è stata anche la “Direttiva Annibale”, quella procedura introdotta nel 1986 (così spietata da essere documentata solo per i vertici dell’IDF – Israel Defense Forces, in ebraico Tsahal – e trasmessa solo oralmente ai livelli militari israeliani inferiori) che prevedeva che l’esercito israeliano uccidesse i propri soldati per evitarne la cattura, in una fase critica d’una battaglia. La sintesi per i livelli inferiori dell’IDF della “Direttiva Annibale” era la seguente: “un soldato dell’IDF è meglio morto che rapito”. Tale Direttiva è stata, ufficialmente, revocata nel 2016 dal capo di Stato Maggiore dell’IDF Gadi Eizenkot. Ma sono stati alcuni stessi giornali d’Israele a riferire che la “Direttiva Annibale” è stata rimessa in campo nell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. E sono stati molti i soldati israeliani, durante l’inaspettata forza dell’attacco di Hamas, ad essere abbattuti dallo stesso IDF.
Per ciò che riguarda il sospetto (anche da parte di qualche area di sinistra italiana) di un accordo tra Hamas e Netanyahu per l’attacco del 7 ottobre, ciò è una vera follia. Hamas combatte per la liberazione del popolo palestinese. Poteva avviare un accordo che prevedesse il genocidio di Gaza? Chi porta avanti l’ipotesi di un accordo Hamas-Netanyahu è lontanissimo dalla realtà palestinese, lontanissimo dal sentimento stesso del popolo palestinese di Gaza…
D Come vive oggi la comunità palestinese in Italia?
R Nel dolore per i propri cari che non ci sono più, per quelli che soffrono ancora. La nostra comunità in Italia ha sentito la grande solidarietà, la vicinanza fraterna di tante italiane e italiani, ma vuole tornare a Gaza, in questa nostra terra martoriata ma sempre resiliente; soprattutto i nostri giovani, i figli dei palestinesi che in Italia ci sono nati e cresciuti vogliono tornare a Gaza e combattere per la libertà e l’indipendenza!
Il popolo palestinese non ha paura e non smette di lottare!
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