“Negli anni 1960 e 1970, in Vietnam è successo qualcosa di simile a quanto accade oggi in Yemen. Ngo Dinh Diem era l’uomo di paglia degli USA, così come Abderrabo Mansour al Haidi lo è dell’Arabia Saudita. Il Vietcong (FNL) di allora è l’Ansarullah di oggi. Che il primo fosse comunista e il secondo di ispirazione sciita conta poco. I movimenti nazionalisti vietnamiti e yemeniti hanno entrambi come obiettivo l’unificazione del loro paese e l’emancipazione dal giogo straniero.” (Bahar Kimyongur, giornalista turco) La vittoria della Repubblica Islamica dell’Iran, più nello specifico dei Guardiani della Rivoluzione i quali hanno decostruito le tecniche di “guerra irregolare” di Stati Uniti ed Israele, nella guerra di…
Due giornalisti israeliani hanno pubblicato un libro in cui sostengono che Mohammed bin Zayed (MBZ), dittatore emiratino presentato come leader democratico, avrebbe informato Netanyahu dell’offensiva di Hamas dieci giorni prima il 7 ottobre 2023. Questa tesi andrebbe a deresponsabilizzare il “Potere Sionista” (“Zionist Power”), facendo ricadere la responsabilità del genocidio dei palestinesi di Gaza su una sola persona? La tesi dell’11 settembre mediorientale, la quale è iniziata a circolare poche settimane dopo l’operazione Tempesta di Al Aqsa, ha delineato nella disamina degli studiosi che la sostengono una sorta di connivenza fra Hamas, ricondotta in modo generico alla Confraternita dei Fratelli Musulmani, e lo Stato Sionista; una disamina riduttiva che occulta la natura…
Premessa: uno spettro (ancora lui) si aggira in Europa È esistita, è scomparsa agli occhi del mondo, ma non è mai sparita nei ricordi e nei cuori dei suoi cittadini, sia per chi l’ha amata sia per chi l’ha odiata: è la Repubblica democratica tedesca. Impazzano sui mass media di regime, e non solo, analisi, commenti, giudizi sulla recente clamorosa vittoria di Alternative für Deutschland alle elezioni amministrative del Land di Sassonia-Anhalt, uno dei 5 Lander che facevano parte della DDR, di domenica 6 settembre scorso. Per riassumere sinteticamente il giudizio dei mass media di regime è sufficiente citare il titolo del Foglio “Non si scherza con l’onda neonazista. La vittoria dell'AfD…
La diplomazia internazionale tra guerra e nuovo multipolarismo La settimana appena trascorsa offre una fotografia particolarmente significativa della crisi dell’ordine internazionale. Due appuntamenti diplomatici, apparentemente appartenenti a sfere differenti, hanno contribuito a renderla evidente: il vertice della Shanghai Cooperation Organisation (SCO) tenutosi a Bishkek, in Kirghizistan, e la riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 ad Asheville, negli Stati Uniti. A Bishkek si sono riuniti i principali protagonisti della crescente integrazione eurasiatica: Cina, Russia, India, Iran, Pakistan e gli Stati dell’Asia centrale, insieme a numerosi Paesi partner e osservatori. La SCO comprende oggi dieci Stati membri e rappresenta oltre 3,4 miliardi di persone, circa il 42%…
Il genocidio dei palestinesi di Gaza e la violenza dei coloni in Cisgiordania spingono storici e giornalisti ad interrogarsi sul futuro di Israele: alleata strategica dell’imperialismo USA (in realtà Washington sembrerebbe subordinata alle diverse lobby sioniste), Israele, secondo grandi analisti come Chris Hedges, è già diventata una teocrazia distopica. Il regime israeliano, anche per gli osservatori d’orientamento socialdemocratico (storicamente vicini al laburismo sionista), dall’ottobre 2023 ha gettato la maschera, disvelando al mondo la propria natura: uno Stato fascista, raccogliendo la definizione socio-criminologica che gli storici danno dello Stato razzialista costruito da Mussolini. Le notizie che la stampa non allineata (comprese le fonti arabe ed iraniane) dà dai territori occupati della Cisgiordania, fin…
Com’è noto, l’Unione Europea ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti destinati all’Ucraina pari a 6.1 miliardi di euro, nell’ambito del mega-prestito di 90 miliardi già deliberato, per consentire al regime di Kiev di “rafforzare le proprie difese aeree” e soprattutto le capacità missilistiche e di produzione di munizioni, nel chiaro intento di sostenere lo sforzo bellico di Kiev, cercare di prolungare e incancrenire la guerra in corso, con l’illusoria speranza di provocare una sconfitta militare diretta della Federazione Russa, e proseguire, in definitiva, la guerra a oltranza, la guerra sino all’ultimo ucraino. Le dichiarazioni della stessa Ursula von der Leyen non lasciano spazio a fraintendimenti o interpretazioni: «In occasione della Festa…
Premessa: parliamo di calcio Mi scuso in anticipo se, per introdurre il tema della Turchia, della sua evoluzione politica e della singolare concomitanza con l’involuzione del suo naturale alter ego nel Mediterraneo, l’Italia, prendo spunto dal gioco del calcio, potrei far storcere la bocca a qualche lettore. Tuttavia sono convinto che le classi popolari, compreso chi scrive, seguano il calcio ed anche attraverso questa passione percepiscano indirettamente certi mutamenti geopolitici, molto meglio e più diffusamente di quanti libri, articoli oppure convegni si possano scrivere ed organizzare sui medesimi argomenti. Di calcio si parla tutti i giorni sui cosiddetti social, sui canali televisivi, dove primeggia per ore di trasmissione e per ascolti, ed…
Di fronte al collasso ecologico, ai traumi storici della privatizzazione e alle manovre di destabilizzazione dell'imperialismo USA svelate dai documenti declassificati, la mappa post-sovietica rischia l’esplosione. Solo la pianificazione socialista e la solidarietà tra i popoli possono fermare la barbarie imminente. Mentre i riflettori dei media borghesi rimangono fissati sui fronti caldi d’Europa e del Medio Oriente, i nodi delle contraddizioni capitalistiche mondiali si stanno stringendo attorno al collo dell’Asia Centrale. Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan-territori per decenni sottratti alla logica del profitto e strappati alla miseria feudale dall'industrializzazione sovietica-si trovano oggi al centro di una tempesta perfetta. Una tempesta in cui si fondono il dramma del cambiamento climatico globale, la…
La Bielorussia è solo geograficamente europea, chi ha deciso di espungerla dall’Europa politica ed economica è l’Unione Europea, inclusiva solo a parole, ostile nei fatti a chiunque non faccia atto di devozione al Moloch della guerra in ossequio alla NATO e della distruzione dello stato sociale in nome del più estremistico neo – liberismo. Per arrivare a Minsk oggi, a meno di prendere un costoso aereo via Istanbul, si è obbligati a passare ore e ore al valico di frontiera lituano, dieci, quindici, a volte venti ore per percorrere meno di duecento chilometri che separano la capitale bielorussa dall’aeroporto di Vilnius, rischiando molte volte di perdere l’aereo, per la soddisfazione delle guardie…
Per comprendere la crisi delle aspirazioni nazionali curde non basta risalire alla guerra contro lo Stato Islamico. Il rapporto tra Israele e il movimento curdo iracheno ha più di sessant’anni e precede il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Fin dalle origini, questa collaborazione non fu fondata sul riconoscimento del diritto dei curdi a costituire uno Stato, ma sulla loro utilità all’interno delle strategie regionali delle potenze straniere. Israele e l’Iran dello scià furono tra i primi sostenitori esterni del movimento guidato da Mustafa Barzani, già comandante militare dell’effimera Repubblica curda del Mahabad, costituita nel 1946 sotto la protezione sovietica. Dopo il lungo esilio nell’Unione Sovietica, Barzani tornò in Iraq e stabilì rapporti…
Lo scoppio della guerra russo-ucraina ha causato gravi danni all’economia polacca . Prima della guerra, il tasso di crescita del PIL polacco si attestava costantemente sopra il 5% (con l’eccezione del 2020, anno del COVID). Nel 2023, il tasso è crollato allo 0,8%, per poi salire fino al 3,8% attuale; nello stesso anno, il tasso di inflazione è triplicato, giungendo al 12%, prima di tornare ad assestarsi al 3% attuale; nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione è salito di quasi due punti percentuali. Infine, negli anni della guerra, la bilancia commerciale ha fatto registrare un passivo per circa due miliardi di euro. Per avere un parametro di riferimento, nonostante le oscillazioni,…
La foto che correda questo articolo è una documentazione fattuale delle valutazioni e riflessioni di analisti, politici, militari e alte personalità in Russia e Serbia, sulla recente visita di Zelensky a Belgrado, ricevuto con gran spolvero di ufficialità e ospitalità dal presidente serbo Vucic. Non certo immagini gradevoli e confortanti, ma questa è ormai la realtà politica del nostro tempo. Trattando di Serbia occorre però, sempre, partire dalla realtà di un, ormai, piccolo paese, dissanguato da 35 anni di guerre, conflitti, mutilazioni territoriali, devastazioni sociali, pressioni, ricatti, minacce, con un pezzo del suo territorio scippato e ormai occupato definitivamente, accerchiato da tutti i lati da paesi e governi europeisti e ostili e…